Analisi della strategia Instagram di Marinela Marku — “la SMM più seguita d’Italia”. Non impressioni: 216 post misurati uno per uno, con orari, formati, argomenti, like, commenti e view.
Lette dai dati, non dal racconto che il profilo fa di sé. Ogni punto è verificabile nel campione.
Bio: “Come ottenere + Views e + Conversioni con uno strumento gratuito: I Social. Abbiamo aiutato +3.200 realtà.”
| Follower | 98.800 |
| Seguiti | 1.241 |
| Post pubblicati | 1.673 |
| Engagement rate | 0,40% |
| Reel nel campione | 149 / 216 |
| Hashtag per post | 0 |
Intervallo medio fra due post: — giorni. E in — casi due contenuti nello stesso giorno. Il volume è la prima scelta strategica: la reach si compra con la costanza, non con il post perfetto.
Campione concentrato sugli ultimi 4 mesi (lo storico più vecchio è visibile solo a blocchi).
Quanti post per giorno e quanto engagement medio generano.
Engagement medio per ora di pubblicazione (ora italiana). Le barre verdi sono le fasce che performano, quelle spente quelle da evitare.
Picco assoluto: 1.787 di engagement medio, ma solo 8 post pubblicati in quella fascia.
La fascia più usata e più solida: 16-32 post per ora, engagement 400-590. È il cuore operativo.
Il buco nero: 88-138 di engagement medio. Nel pomeriggio lavorativo il contenuto muore.
Il 69% dei contenuti sono reel e prendono 2,2 volte i like dei caroselli. I caroselli però restano: servono a spiegare, non a essere scoperti.
Un carosello medio fa 209 like e 14 commenti, un reel 448 e 21. Ma il carosello è l’unico formato che regge argomenti complessi (casi studio, framework, listini) e produce salvataggi — il segnale che Instagram usa per capire se il contenuto è “utile”. La strategia non è “solo reel”: è reel per la reach, caroselli per l’autorevolezza.
Ho classificato i 216 post per tema. Il risultato ribalta l’intuizione: i contenuti che vendono direttamente sono i più deboli del profilo.
Media like —, mediana —. Significa che metà dei post sta sotto la mediana e pochi post estremi trascinano tutta la media: la strategia vive di outlier.
Cliccabili: si aprono sul post originale.
Solo reel: le view sono disponibili solo per i video.
Utile più dei bestseller: qui si vede cosa il pubblico rifiuta.
Sui 149 reel ho misurato anche le visualizzazioni. È la metrica che conta davvero oggi: i like premiano chi ha già una community, le view premiano chi viene servito. E qui i conti cambiano.
Non è l'engagement: è quante persone hanno visto il video. Le due classifiche non coincidono, ed è la scoperta più interessante del report.
Il sabato stravince (46.677 view medie su 12 reel) ed è il giorno in cui pubblica di meno.
Su cosa il pubblico si ferma davvero a guardare.
La mediana delle view mese per mese: il numero che dice se la macchina sta rallentando.
Su 100 persone che guardano un reel, in media 1,16 mettono like e 0,08 commentano. È il termometro della qualità del pubblico: numeri alti = audience calda, numeri bassi = audience rubata dall'algoritmo.
like per view (media) · mediana 0,98%
commenti per 1.000 view
correlazione like ⟷ view: i due mondi sono quasi lo stesso, ma con eccezioni enormi
30 reel su 149 (20%) superano il doppio della mediana. La loro distribuzione è la mappa di ciò che l'algoritmo premia.
Cliccabili per aprire il post originale.
Reel con il rapporto like/view più alto: meno reach, ma ogni view pesa il doppio o il triplo. È qui che vive la community.
Quello che si ripete in modo sistematico nei 216 post. Sono i mattoni replicabili della strategia.
Quasi un post su due apre o chiude con una domanda (“Cosa ne pensate?”, “Lo conoscevate?”). La domanda abbassa la soglia del commento.
Non “commenta qui”: chiede una parola (LEZIONE, EVENTO). Trasforma i commenti in un elenco di contatti qualificati da ricontattare in DM.
Nessun hashtag in 216 post. La distribuzione è affidata al contenuto e alla retention, non alla discoverability artificiale.
Il formato video è il default. Il carosello è l’eccezione ragionata, il post singolo è praticamente assente (2 su 216).
Caption media di 187 caratteri: problema → soluzione → CTA. Nessun testo lungo che diluisce il messaggio.
View medie per reel molto alte rispetto ai like: il contenuto viene servito, ma trattiene poco. È un profilo ottimizzato per la distribuzione, non per la community.
Sette mosse operative ricavate dai dati. Se dovessi rifare questa strategia da zero, partirei da qui.
Trasparenza prima di tutto: ecco esattamente cosa misurano questi numeri e cosa no.
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Fonte | Sessione Instagram autenticata (estrazione diretta delle API web del profilo) |
| Data estrazione | 29 ottobre 2026 |
| Campione | — |
| Periodo coperto | — |
| Metriche per post | data e ora di pubblicazione (Europe/Rome), like, commenti, view (solo reel), formato, caption |
| Engagement | like + commenti. ER = engagement medio / follower |
| Classificazione argomenti | Modello a parole chiave sulle caption, 8 categorie; i post senza segnali finiscono in “Altro” |
| Limite 1 | Il campione copre 216 dei 1.673 post: lo storico più vecchio non è accessibile a blocchi continui |
| Limite 2 | Le view esistono solo per i reel (149). Foto e caroselli non hanno una metrica di visualizzazione pubblica |
| Limite 3 | Like e commenti sono fotografati al momento dell’estrazione: i post vecchi hanno avuto più tempo per accumularli |